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WhatsApp e la crittografia end-to-end: cos’è e cosa cambia per gli utenti.

Assistenza e consulenza informatica

assistenza informatica cagliariL’applicazione di messaggistica da più di un miliardo di utenti ha blindato i suoi scambi seguendo la scia del dibattito sul caso Apple-Fbi. Nel mirino c’è soprattutto Telegram. Il braccio di ferro fra Apple e l’Fbi? . Solo un antipasto. Un assaggio della dimensione che il dibattito sulla crittografia sta per assumere, negli Stati Uniti e soprattutto nel resto del mondo. WhatsApp, forte del suo miliardo di utenti e della presenza su tutti i sistemi operativi, in queste ore ha messo in tavola una delle portate principali: tutti i messaggi che transitano per la piattaforma sono criptati. Inaccessibili, quindi, a chiunque chieda di leggerli o provi a farlo: si tratti di malintenzionati, forze dell’ordine o dei dipendenti della società stessa. Non c’è e non ci sarà alcuna «backdoor» (porta aperta agli eventuali interventi delle autorità) in nome della sicurezza.

Spiegano i due fondatori: «L’idea è semplice: quando mandi un messaggio, l’unica persona che può leggerlo è la persona o il gruppo cui è stato inviato. Nessun altro. Non i criminali. Non gli hacker. Non i regimi oppressivi. Neanche noi. La crittografia end-to-end rende le comunicazioni su Whatsapp qualcosa di molto simile a un dialogo vis a vis».

Grazie alle battaglie di Apple anche gli altri Big si stanno finalmente mettendo al passo.

 

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