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Il computer che compone alla maniera dei Beatles

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«Oggi vorrei due nuovi brani dei Beatles, un’opera inedita di Gershwin e un po’ di samba brasiliana, grazie». Chissà che nel giro di qualche decennio non diventi questo il dialogo standard tra l’ascoltatore di musica e il suo robot di riferimento. Scenari fantascientifici che si dipingono ascoltando Daddy’s Car e Mister Shadow, le due canzoni scritte dal sistema di intelligenza artificiale Flow Machines, sviluppato nei laboratori parigini della Sony CSL. La prima è stata creata «nello stile dei Beatles», la seconda ispirandosi a un più ricco paniere artistico definito «American Songwriters», che comprende Irving Berlin, Duke Ellington, George Gershwin e Cole Porter.

Consultando il sito del progetto, si scopre qualcosa di più sulla genesi dei brani. Seguendo un processo abbastanza comune nel campo della computer-generated music, il sistema Flow Machines ha dapprima studiato un ricco database di musica pre-esistente: circa tredicimila spartiti che spaziano dal pop al jazz, dal sound di Broadway a quello di Copacabana. Quindi è stato invitato a creare i brani, imitando lo stile dei Beatles e degli autori americani. Il risultato melodico e armonico è stato quindi rielaborato da un compositore in carne e ossa, il francese Benoît Carré, che si è occupato di aggiungere i testi, mettere a posto gli arrangiamenti e produrre le versioni che potete ascoltare nelle finestre YouTube.

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